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Un’indagine Coldiretti/Ixe’ realizzata in occasione del Summer fancy food di New York

Sull’onda anche del riconoscimento Unesco la cucina italiana negli Usa viene promossa” da 7 turisti su 10 anche se non sempre ricette e, soprattutto, ingredienti sono all’altezza della tradizione culinaria made in Italy. Ad affermarlo e’ un’indagine Coldiretti/Ixe’ realizzate in occasione del Summer fancy food di New York, con i cuochi contadini di Campagna amica che si sono messi all’opera per far assaggiare le specialita’ tricolori piu’ note. Tra i nostri connazionali che hanno avuto occasione di mangiare in ristoranti italiani negli States o che si presentavano come tali, il 69 per cento esprime una valutazione positiva o almeno sufficiente della qualita’ della cucina proposta: l’11 per cento la considera ottima, il 28 per cento buona e il 30 per cento sufficiente. Le valutazioni negative risultano piu’ contenute, con il 21 per cento che la giudica scarsa e appena il 5 per cento pessima mentre un’analoga percentuale non si pronuncia.

Il sondaggio di Ixe’ conferma inoltre il forte legame degli italiani con l’autenticita’ delle proprie tradizioni gastronomiche. Quando vengono individuati dei difetti nella cucina italiana proposta all’estero, le critiche riguardano soprattutto la distanza dalle ricette originali (29 per cento), l’utilizzo di imitazioni dei prodotti italiani (28 per cento) e l’impiego di ingredienti considerati di qualita’ inferiore (25 per cento). Piu’ limitato, invece, il peso attribuito agli stereotipi sull’italianita’ di locali e ristoranti (18 per cento). Gli italiani riconoscono dunque il successo internazionale delle proprie specialita’ gastronomiche, ma chiedono maggiore attenzione alla fedelta’ delle ricette, alla qualita’ delle materie prime e all’utilizzo di autentici prodotti italiani, elementi considerati fondamentali per preservare il valore e la reputazione del made in Italy a tavola.

La cucina italiana vale oggi nel mondo ben 251 miliardi di euro, con una crescita del +5 per cento rispetto all’anno precedente, secondo l’analisi Coldiretti su dati Deloitte foodservice market monitor 2025. I soli Stati Uniti e Cina rappresentano insieme oltre il 65 per cento dei consumi globali per la cucina italiana.