Dal 1896 a oggi, la lunga storia del pomodoro di Rodolfi Mansueto che attraversa generazioni, cambiamenti e mercati. L’azienda festeggia i 130 anni intrecciando sviluppo industriale e un rinnovato investimento nella comunicazione, che negli ultimi anni ha ridefinito il modo di raccontarsi al pubblico

Centotrent’anni di storia: Rodolfi Mansueto celebra nel 2026 un traguardo che va oltre la semplice misura del tempo. È un filo continuo che lega gesti antichi e visioni contemporanee, territorio e industria, famiglia e impresa. L’azienda festeggia così oltre un secolo di attività, che dalla fine dell’Ottocento ad oggi ha accompagnato l’evoluzione dell’industria conserviera italiana.

Tutto comincia tra San Pancrazio e Ozzano Taro, dove nel 1906 Mansueto Rodolfi avvia, con il supporto del padre e dello zio Remigio la prima vera struttura produttiva famigliare, dando forma a una delle prime realtà industriali del pomodoro in Italia. È qui che ancora oggi batte il cuore dell’azienda: lo stabilimento di Ozzano Taro, immerso nella pianura parmense, dove il pomodoro coltivato nelle campagne circostanti viene lavorato e trasformato, seguendo una filiera tracciata e controllata.

Nel corso dei decenni, Rodolfi Mansueto ha attraversato guerre, cambiamenti economici e trasformazioni sociali, consolidando una crescita industriale costante: dal secondo dopoguerra, con l’evoluzione delle linee produttive per le polpe, fino agli interventi strutturali sul fronte ambientale come l’introduzione del depuratore organico realizzato nei primi anni Ottanta, che ancora oggi, evoluto, consente di recuperare circa il 70% dell’acqua utilizzata nei processi produttivi. Più recenti sono invece gli investimenti in impianti fotovoltaici e soluzioni orientate alla riduzione dell’impatto ambientale.

Parallelamente, l’azienda ha sviluppato una produzione che è oggi espressione culturale del settore agroalimentare italiano. Nel 1936 nasce Ortolina, destinata a diventare un’icona: il celebre tubetto a base di pomodoro e verdure pronto all’uso prende vita da una ricetta domestica, quella di Ida, moglie di Mansueto. Un’intuizione semplice e potente: portare su scala industriale il sapore autentico della cucina di casa.

Nei prossimi mesi sarà proprio Ortolina a tornare protagonista — all’interno di un più ampio percorso di novità — con il tubetto limited edition: un packaging speciale che ne ripercorre la storia riportando in primo piano un’icona ormai radicata nell’immaginario collettivo.

Accanto ai classici, lo sguardo resta aperto al presente. Sul finire del 2025 sono arrivati i Sughi di Casa Rodolfi, una linea di sughi pronti ispirata alla tradizione e proposta in un pratico formato che risponde alle nuove esigenze e trend di consumo. 

Su queste basi, l’azienda, oggi guidata dalla quarta generazione della famiglia, prosegue su un piano di sviluppo che tiene insieme ampliamento dell’offerta e rafforzamento della struttura produttiva. I numeri ne testimoniano la misura: fatturato a 141 milioni di euro e una progressiva riduzione dell’impatto ambientale, con interventi anche sul fronte delle emissioni.

A sottolineare il significato del lungo cammino di Rodolfi Mansueto è il presidente Aldo Rodolfi:

Centotrent’anni di storia restituiscono la misura di ciò che siamo diventati: una realtà fatta di persone, territorio e competenze che si tramandano di generazione in generazione. La nostra identità nasce nella tradizione agricola e industriale parmense e continua a rinnovarsi, mantenendo un dialogo costante con il tempo in cui operiamo. Oggi lavoriamo con responsabilità, tenendo saldi i valori che ci accompagnano da sempre: qualità, filiera e cultura di prodotto. Il piano di sviluppo guarda avanti con investimenti mirati sul rafforzamento della struttura produttiva, sull’innovazione e sulla sostenibilità. A questo si affianca una crescente attenzione al modo in cui raccontiamo l’azienda, con l’obiettivo di restituire in maniera sempre più chiara e coerente il nostro posizionamento e il nostro ruolo nel settore”.

E negli ultimi anni, infatti, alla crescita dell’azienda si è accompagnata un’evoluzione nella comunicazione. Il rebranding, partito nel 2024 e sviluppato nel 2025, ne ha rappresentato un passaggio chiave: rinnovamento dell’identità visiva, del packaging e della presenza digitale, con l’obiettivo di ridefinire in modo coerente il dialogo con i consumatori. In questa direzione si inserisce anche la partecipazione a MasterChef Italia e, più in generale, il rafforzamento della presenza mediatica. Un esempio è lo spot andato in onda sulle reti RAI, in cui il pomodoro diventa voce e simbolo del brand, accompagnando il nuovo corso dell’azienda nel racconto quotidiano rivolto al grande pubblico.

Per tutto il 2026, in occasione dell’anniversario dei 130 anni, Rodolfi Mansueto darà forma a un calendario di iniziative e progetti di comunicazione tra contenuti editoriali e iniziative speciali. Tra questi, anche una serie di visite allo stabilimento dedicate a giornalisti e stakeholder, pensate come veri e propri percorsi immersivi dentro la storia e il presente produttivo.

E poi la città, il movimento, lo sguardo che intercetta il quotidiano: dall’8 maggio, fino alla fine del mese, un treno della linea rossa M1 della metropolitana di Milano si vestirà interamente dei prodotti Rodolfi Mansueto: un convoglio che attraversa la città e accompagna ogni giorno migliaia di persone, trasformando il tragitto in un viaggio attraverso i 130 anni di storia dell’azienda lungo i binari del presente.

In questo contesto si inserisce anche la partecipazione a Tuttofood 2026, occasione di incontro e condivisione con il mercato internazionale, insieme a operatori e partner provenienti da oltre 90 Paesi.